Quando parlo di moto degli anni 2000, mi riferisco ai modelli prodotti tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del nuovo millennio. Questo periodo, che abbraccia circa vent’anni, è stato considerato un vero periodo d’oro della produzione motociclistica mondiale . Un’epoca in cui le grandi case motociclistiche si sfidavano a colpi di bicilindriche e quadricilindriche, supersportive e moto più tranquille, offrendo una varietà straordinaria di cilindrate . Le moto si dividevano principalmente in due categorie: le 600cc e le 1000cc , con alcune cilindrate intermedie come il 750cc, anche nella versioni più performanti, come espresse sui modelli iconici come la Yamaha R7 o la Suzuki GSX-R 750, ad uso pista o per amatori dai palati fini).
Le moto di quegli anni erano più “nude e crude”, rispetto a quelle attuali, prive di iniezione elettronica, ABS e tanti assistenti tecnologici che oggi sembrano irrinunciabili, come il controllo della trazione (traction control), il controllo dell’impennata (wheelie control) o il controllo della stabilità. Erano moto che il pilota doveva davvero “sentire”, imparando a conoscerne i limiti solo con il polso e i freni (che erano a pinzata singola, senza frenata combinata). Chi ha avuto il piacere di guidare una supersportiva dell’epoca, come la Yamaha R1 o la Honda CBR 900, sa bene di cosa parlo.
Non voglio certo demonizzare le tecnologie moderne, che hanno sicuramente migliorato la sicurezza, ma con le moto degli anni 2000 la responsabilità del pilota era molto più grande. Perché? Perché non c’era tutta quella tecnologia che “perdonava” errori, e ti dovevi prendere la responsabilità delle tue azioni, che si trattasse di una curva affrontata con troppo entusiasmo o di un “dritto” improvviso (percepite quella sensazione di “ho fatto una cavolata? …”). Alcune moto, più permissive, ti perdonavano anche un errore di troppo, mentre altre, come le race replica, ti insegnavano subito a stare attento: con potenze che già superavano i 150 CV, un’accelerazione mal gestita o velocità stellari potevano condurti in situazioni ben più che drammatiche…
Gli anni 2000 sono stati anche quelli in cui i quattro grandi colossi delle moto (Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki) si sfidavano per produrre moto sempre più potenti e veloci, come la Honda CBR 1100 XX Blackbird o la Kawasaki ZZR 1200. Poi, con l’arrivo della leggendaria Suzuki Hayabusa, si è superato il muro dei 300 km/h reali. Non è un caso che, dopo questa corsa alla velocità, le quattro case hanno deciso di autolimitarsi , stabilendo un accordo per non superare i 299 km/h… Per capirci, stiamo parlando di anni ruggenti per le moto, anni in cui le due ruote erano sinonimo di eclettismo, velocità, solidità e affidabilità .
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Le moto degli anni 2000 erano costruite con materiali di altissima qualità e plastiche resistenti, a tal punto che molti esemplari circolano ancora oggi, a distanza di 20 o 30 anni, in perfette condizioni.
Erano moto divertenti e coloratissime: rosse, gialle, blu, verdi, con grafiche audaci o colori vivaci, alcune in stile race replica (chi non ricorda la Suzuki Srad 600 con la colorazione Corona o l’Aprilia RSV 1000 con la grafica “MS”? ). Oggi, a distanza di oltre vent’anni, possiamo ancora trovare moto iconiche e leggendarie, ben tenute, con pochi chilometri e a prezzi decisamente accessibili, quasi quanto una e-bike.
Nel 2024, ormai nel 2025, possiamo ancora acquistare perle degli anni 2000 spendendo una frazione di quanto costano le moto nuove (anche dieci volte meno!). Con una cifra che va dai 2 ai 4 mila euro , si possono trovare usati eccellenti, perfetti per divertirsi ed emozionarsi, con prestazioni che, in molti casi, sono ancora molto vicine a quelle delle moto di oggi.
Negli anni 2000, c’era una varietà incredibile di modelli, forse anche più di oggi, con moto adatte a tutti i gusti: dalle nude, alle carenate, dalle sportive alle enduro, dalle custom alle sport touring. C’era una moto per ogni esigenza, per ogni tipo di pilota e di percorso. Che si trattasse della moto da “aperitivo” (quelle, purtroppo, molte sono ancora in circolazione oggi), della moto per la zavorrina o della moto “per la moglie” (chi capisce la differenza, sa di cosa parlo! Ahah), c’era la moto “media” per tutti i giorni, come la Honda Hornet 600, o quella più adatta per casa-lavoro.
Ecco una carrellata delle moto iconiche degli anni 2000, suddivise per categorie, che oggi possiamo ancora trovare ben conservate in circolazione (e per “iconiche”, intendo i modelli più amati o più venduti):
Moto “Cult” degli Anni 2000 di media cilindrata (600 cc circa)
Enduro :
- Honda Transalp XL 650 V , BMW F 650 GS
Naked :
- Suzuki SV 650 , Ducati Monster 600
Custom :
- Honda Shadow 600 , Moto Guzzi Nevada 750
Turismo :
- Suzuki V-Strom 650 , Suzuki Bandit 600
Sport Turismo :
- Honda CBR 600 , Yamaha FZS 600 Fazer
Sportiva e Supersportiva :
- Yamaha R6 , Suzuki GSX-R 600 , Kawasaki Ninja 600
Moto “Cult” degli Anni 2000 di grossa cilindrata (1000 cc circa e oltre)
Enduro / Enduro Stradale :
- BMW R 1200 GS , Honda Varadero
Naked:
- Triumph Speed Triple , Kawasaki Z 1000 , Ducati Monster 1000 , BMW Serie R
Custom:
- Moto Guzzi California , Yamaha Drag Star 1100
Turismo:
- Yamaha TDM 900 , Ducati Multistrada 1000
Sport Turismo :
- Honda VFR 800 , Honda VTR 1000 , Ducati Serie ST , BMW Serie K
Sportiva e Supersportiva :
- Yamaha R1 , Honda CBR 900 , Suzuki GSX-R 1000 , Aprilia RSV 1000 , Ducati 999
Considerato l’ammirevole livello di produzione motociclistica degli anni 2000, probabilmente ho omesso qualche modello “cult”, ma è indiscutibile che, come appassionati di moto vintage, possiamo solo ammirare la straordinaria varietà e qualità delle moto di quegli anni.
In ogni caso, la carrellata che vi ho proposto è soggettiva, ma il cuore di tutti noi motociclisti vintage è sicuramente d’accordo su un punto: quelle moto non solo erano potenti, divertenti e affidabili, ma rappresentano un periodo unico nel mondo delle due ruote.
Riassumiamo quindi le meraviglie e i vantaggi nel scegliere una moto degli anni 2000:
I Vantaggi delle Moto Anni 2000
1. Affidabilità meccanica
Le moto degli anni 2000 sono spesso un perfetto equilibrio tra tecnologia moderna e semplicità meccanica .
- Motori robusti e longevi, spesso meno complessi delle moto più recenti.
- Facilità di manutenzione e ampia disponibilità di pezzi di ricambio.
2. Estetica senza tempo
Le linee delle moto degli anni 2000 erano un mix di classico e moderno:
- Cruiser e custom con design intramontabili, ricche di cromature e dettagli.
- Stile sobrio ma elegante, che ancora oggi conquista gli appassionati.
3. Prezzo accessibile
Le moto di quegli anni rappresentano un ottimo rapporto qualità-prezzo :
- Costi di acquisto spesso contenuti, rispetto a modelli nuovi.
- Buon valore per chi cerca moto di qualità a un budget ragionevole.
4. Tecnologia avanzata per l’epoca
Pur non essendo eccessivamente complesse, molte moto degli anni 2000 vantavano:
- Iniezione elettronica in fase di diffusione, per consumi più efficienti.
- Sistemi di sospensione migliorati per un comfort superiore.
- Freno a disco di serie su molti modelli, migliorando la sicurezza.
5. Sensazione di guida autentica
Le moto di quegli anni offrono un’esperienza di guida più diretta e coinvolgente:
- Peso e dimensioni ideali per viaggi e percorsi cittadini.
- Meno elettronica invasiva, lasciando al pilota il controllo completo.
6. Grande varietà di modelli
Gli anni 2000 hanno visto una grande diversificazione del mercato :
- Custom e cruiser per chi cercava stile e comfort (es. Yamaha Drag Star, Honda Shadow).
- Naked leggere e sportive perfette per chi amava la velocità (es. Suzuki Bandit).
- Enduro e crossover per i viaggiatori instancabili (es. BMW GS 1150).
7. Facilità di personalizzazione
Molte moto di quegli anni si prestano perfettamente alla personalizzazione:
- Ampia scelta di accessori aftermarket.
- Ideali per chi vuole una moto unica senza spendere cifre esorbitanti.
8. Valore storico e collezionistico
Le moto degli anni 2000 stanno guadagnando un certo fascino vintage , rendendole interessanti non solo per la guida ma anche per il collezionismo:
- Modelli iconici di quel periodo iniziano a essere rivalutati dagli appassionati.
- Possibilità di trovare moto ben conservate o restaurabili.
9. Emozioni e nostalgia
Queste moto rappresentano un’epoca in cui si guidava per passione e libertà, prima che l’elettronica trasformasse radicalmente l’esperienza:
- Ideali per chi vuole rivivere i ricordi o scoprire il fascino di un’epoca non troppo lontana ma già unica.